“Questo mi fa uscire pazzo a me!” direbbe pazzaglia in “Così parlò bellavista”. E sì…perchè questo non è un prodotto…questo è storia…mito…leggenda…magia…oltre che bontà…nutrimento…e sostenibilità.

Ci sono così tante storie sul carrubo…dal nonnetto ebreo che li piantava per farne godere i nipoti…perchè è un albero lento e longevo…ai miti più nordici che lo vedono come la casa di elfi e fatine…dove poter parlare con il magico. Ma basta farsi una passeggiata qualsiasi in qualche stradina sterrata in una qualsiasi costiera mediterranea per incrociarlo…per sostentarci nei momenti più secchi…per dirci che il secco passerà e ci sarà un momento in cui rifocillarci. Per ricordarci che c’era un tempo in cui c’era tempo. E’ secondario, poi, che sia un albero di legumi…che le carrube fanno anche il favore di seccarsi sull’albero per essere raccolte e stipate senza tanti cacchi. Che il suo sapore dia una profondità inattesa alla solita piattezza della cioccolata…è qualcosa da scoprire a mente aperta.