Ho fatto un sogno – Consegna 9 Settembre
Nella busta di domani…ho fatto un sogno!
Ero coinvolto mio malgrado in una specie di suk con tanti negozi e una mia amica sceglieva di entrare da un venditore di tappeti…ma la situazione era vissuta da me come l’esser costretto a partecipare ad uno di quei viaggi in cui, ad un certo punto, ti devono vendere le pentole…quindi ero proprio contrario e scocciato…comunque entriamo in questa specie di salone….ci fanno accomodare in semicerchio su delle poltroncine e siamo lì in attesa, probabilmente, del venditore che dovrà venire a breve. Questa mia amica…che è un’amica con cui ho condiviso momenti di “politica artistica e creativa” comincia a cantare una specie di samba jazz…immediatamente accattivante ed invitante…e così come ci succedeva nella realtà, che ci davamo man forte a vicenda, anche nel sogno a me cambia immediatamente l’umore, mi lascio coinvolgere e la supporto in quella che di lì a poco diventa una suonata e una ballata di tutti i presenti…trasformando una situazione noiosa e pesante in un momento di creatività ed euforia.
Ecco il senso dell’amicizia…ecco il senso delle persone che ci stanno accanto…ecco il senso del mettersi in relazione con gli altri in maniera attenta…cogliendone le qualità…le passioni…le caratteristiche…anche negative…perchè una volta che hai vissuto con attenzione la relazione con l’altro può scattare l’arricchimento…nel potere evocante dell’altro da se…che si infila nelle tue pieghe nascoste. Così…con molta presunzione…spero di evocarvi quella stradina di campagna…in quel posto sperduto…con un vecchio cartello ai limiti del caduto e dello scolorito…con su scritto qualcosa di mangereccio di cui si stenta a capire il contenuto…che voi scegliete di prendere più per disperazione e deserto intorno…che vi porta davanti una baracchetta che ha tutta l’aria di essere disabitata da tempo e che sicuramente non può contenere nulla di buono e probabilmente niente di commestibile…fermate il motore…sperate che il rumore nell’arrivare dalla stradina abbia risvegliato i sensi di qualcuno….guardate attorno per vedere se esiste una specie di campanello…una porta…un numero di qualcosa…state quasi per dire al resto della compagnia in macchina di accennare un colpetto di clacson…e invece la porta sgangherata si apre…ne esce l’anonimo e sempre uguale vecchietto in camicia di lino consunta, paglietta in testa e pantaloni di taglia più grande ma tenuti dalla cintura…vi invita con sorriso ingenuo ad entrare e lì scoprite che…

