Giro d’albero – Consegna 24 settembre
L’illuminazione c’è stata verso metà agosto…mentre allungavo la mano per raccogliere il primo fico dell’albero davanti casa che, a differenza di altri, non fa la doppia fruttificazione (inizio e fine estate)…mentre lo raccoglievo gli parlavo mentalmente…”ecco, ci risiamo, ti raccolgo di nuovo!”…effettivamente la sensazione era quella di chi ha aspettato un po’ per rivedere un amico e farsi due chiacchiere…
Però dalla volta precedente non mi era sembrato passare così tanto…anche se era indiscutibilmente un anno…ma non è stato questo pensiero della brevità dell’anno a colpirmi…perché mi è sempre stato chiaro quel discorso per cui man mano che si cresce un anno diventa sempre più piccolo per la propria esperienza…ci basti pensare che per un bambino di un anno…un anno è tutta la vita…per un bambino di 50 anni…un anno è irrisorio. Niente di tutto questo…mentre coglievo quel fico mi chiedevo…di nuovo qui…ma che senso ha questo ciclo di eventi che, soprattutto in campagna, ti riporta di stagione in stagione a compiere gli stessi gesti…l’arrivo del fico…le noci…le olive…e tutte quelle macro e micro operazioni di cui mi ero prefissato di disegnare un mandala (quando mai l’avrei padroneggiato…)…che senso ha ripetere anno dopo anno le stesse operazioni…gli stessi riti…perché questo culto del ciclo?
Perché ha colpito da sempre ogni cultura al punto che ogni manifestazione palese di un giro attorno al sole…i solstizi…le messi…la luce…le semine…le fioriture…perché ovunque si celebrano questi cacchio di cicli sempre uguali…sempre immutabili…così palesemente cartelloni pubblicitari che ti ricordano “STAI FACENDO SEMPRE LA STESSA COSA!”…ci deve essere dell’altro…per un attimo ho smesso di guardare al fico, o alla luna, e ho guardato il dito…poi tutto me stesso…cacchio…ma io sono lo stesso dello scorso anno? No! Sono successe così tante cose…sono totalmente diverso! Io sono un altro…
EUREKA…ecco il senso del ciclo…è il memo che fotografa il tuo istante e non quello che sta capitando all’esterno! E’ il momento per guardare se stai facendo la stessa operazione come persona diversa! E’ l’opposto di quella roba tradizionalistica e reazionaria che avevo sempre pensato che fosse! Ricordatelo tu, caro fico, com’ero…e racconta, tra decenni, la mia storia tra i tuoi cerchi.

