Parole parole parole – Consegna 4 marzo
Questa mattina, in bagno alle 5 per strani giri di accompagnamento a partenze di gite scolastiche, un’etichetta di un jeans da lavare davanti a me recitava “alwaysbelieveinyou”…poche ore dopo…verso le 9…per strani giri di accompagnamento alle seconde ore…una scritta di un camion gigante mi scorreva lentamente accanto…”persone oltre alle cose” (sì, c’è un conad davanti la scuola..) e per me che stavo cercando le parole per scusarmi di questa assenza…o almeno giustificarla…o almeno mettervi al corrente di quanto siano umani anche i contadini…o almeno di ringraziare tutti quelli che ci sono stati vicini…o almeno di dire qualcosa…mi sono sentito del tutto trafugato dal mercato e dal consumismo…che tenta di impossessarsi anche dei pensieri…anche dei sentimenti…di quella parte che dovrebbe restare umana di incoraggiamento…di empatia…di calore…e come un’onda che si infrange lenta e costante sulla riva tutto prende e tutto porta nel suo ventre…lasciando la battigia desertica…e allora questa volta non saranno le parole a poter dire qualcosa…non ho ancora trovato un racconto…un filo…un bandolo della matassa…che siano i granchietti a sfruttare quel momento di risacca per uscire allo scoperto e mangiare i residui…che siano i gabbiani a battere sul tempo le onde…che sia un regazzino a sfidare la sorte…che sia la vita a riprendersi nell’attimo effimero fra un’onda e l’altra…
“Ahi…quanto a dir qual era è cosa dura
Esta selva selvaggia e aspra e forte
Che nel pensier rinova la paura!
Tant’è amara che poco è più morte.”
…ripeteva Nando in macchina per prepararsi all’interrogazione…
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