23h e 58m – Consegna 21 ottobre
Questo è il tempo, in una giornata, che passo inutilmente fuori da uno stato poetico. Quel tempo in cui, pur non abbandonando il presente, lo vivi da un’altra dimensione. Tutte le corse, i doveri, gli impegni scompaiono d’incanto…anzi, meglio, si riducono a lontano sottofondo.
Sai che ci sono…ma perdono momentaneamente l’urgenza…la cogenza. E rimani solo con te stesso…e la vera realtà che ti circonda. Così solo da averne paura…così schiaffata in faccia, la realtà, da non credere che si possa vivere tutto il resto del tempo di là. Così abituato a lasciarsi correre con tutto il resto, il tuffo nella dimensione poetica può lasciare quella strana sensazione di stasi…non vai su…non vai giù…solitamente tenderesti a tornare a galla, ma il tuffo ti ha portato troppo sotto…sei fermo…mentre ti osservi…mentre ti osservi osservare…mentre l’osservazione si fa fluire insieme ai pensieri.
Quello che solitamente sono due azioni distinte e silenziose trovano non solo parole…le trovano fondendosi…si osservpensa allo stesso momento…questo intendo io per stato poetico…questo mi succede in alcuni momenti particolari…come ne “il largo anticipo”…una condizione che viene percepita all’esterno come ansiosa e ansiogena…il partire molto prima per un appuntamento e arrivare puntualmente molto in anticipo…e frenare di scatto sulla X del luogo dell’appuntamento e vedere come tutto il resto continui per inerzia la sua corsa…da cui sei appena uscito…con le inevitabili domande su chi sono…cosa sto facendo…come è possibile che io faccia parte di questo…e relative speculazioni…dove perdersi…dove rischiare di non uscirne più…perché quella voce interiore che scorre tra osservazione e riflessione è una sirena che può risucchiarti…con il corpo che svanisce o diventa molto leggero…
Fino a che la prima distrazione ti riporta indietro con un gran risucchio…e rimpiangi quei due minuti in cui sei stato altrove…in te…e ti accorgi che con 23 ore e 58 minuti sei stato anche generoso…perché a volte lo stato poetico dura anche meno…per questo l’esercizio di questa settimana prevede di avere sotto mano delle castagne…e mettersi da qualche parte a sbucciarle…con entrambe le mani…con il cellulare lontano e senza dare retta a nessuno…e provare ad aumentare quei due minuti….perchè saremmo noi stessi solo vivendo con i numeri al contrario.
Consegna gratuita per ordini sopra i 25 euro
Vuoi ricevere la lista settimanale,
senza alcun impegno,
via mail o WhatsApp?
Clicca qui sotto e inserisci i tuoi dati

