Basilico Equilibrio Terra

De Filippo – Consegna 11 giugno

Avete di fronte questa scelta dell’insalata già lavata e acchittata…servita in bustina…da aprire, condire come si desidera…e mangiare. Lo potete fare…c’è nella lista…perché non approfittare? Poi c’è un’altra cosa…l’immaginazione. Immagina di non vedere le cose solo per come sono incasellate…immagina che una forza superiore ti suggerisca dei collegamenti che fino a ieri non avevi visto…immmagina che l’insalata sia solo l’inizio di un lento viaggio verso un delicato piacere…

E allora scrolli su e giù per la lista e ti accorgi che solo a mettere insieme quello che si vede qui potremmo “partire”. Ci possiamo mettere la rughetta…abbondante…una sciacquata leggera ed è già pronta ad essere fatta a pezzi. Poi ti ricordi che una volta un signore ti aveva messo dei pezzi di mela…allora corri alla frutta e scegli d’istinto di arricchirla alla francese con qualche gelso…e poi scegli di fare un lavoro improbo ma di grande intensità…sbuccerai le nespole e ne farai colore per il piatto.

E’ estate…fa caldo…e il piatto somiglia troppo ad una macedonia…l’antidoto è qualche pezzetto di cipolla rossa…rinfrescante e pizzicante. Non manca più nessuno…solo non si vedono le zucchine alla julienne marinate a modena. Bene…bravi…bis…adesso la potete vedere così…ci avete messo due ore a preparare un’insalata…boia di un mond lader! Oppure…oppure…se siete riusciti a respirare mentre lo facevate…se siete riusciti ad aprire qualcuno dei vostri sensi…se vi siete lasciati giocare con la fantasia e la creatività…trasportandovi nel vostro mondo sommerso….allora vi sarà successo qualcosa di molto più grande che l’aver perso due ore…voi avrete…r-a-l-l-e-n-t-a-t-o!

Respiro…sensazione di eruzione al contrario…cioè come se la vostra testa fosse un cratere che mira verso dentro…e qualcosa di ancor più magico e sottile potrebbe capitare…per qualche istante la vostra anima sarà riuscita a raggiungervi…sta a voi tenere questa sensazione più a lungo possibile…e provare a mantenere lo sguardo verso il mondo che ne deriva.

Io sono di cultura materialista…per noi l’anima non esiste…e la sensazione di estraneità che si vive in una società performante e ultraveloce la chiamiamo alienazione…ma come chiamare quell’IO tramortito che soccombe quotidianamente alle violenze esterne? Sì…un po’ come diceva de filippo sulla superstizione…

La casa, in questo periodo, può assumere delle fragranze inaspettate…occhio ai mazzi!

Difetti – Consegna 4 giugno

Non mi voglio dilungare sull’elogio dei difetti…di quanto ci caratterizzino…di quanto siano fondamentali…di quanto è bello scoprirli o mostrarli. Mi ci ha fatto pensare mio figlio…che, se possibile, è riuscito ad aggiungere una seconda chicca sul mio naso di quelle che mi porterò sempre con me…dopo il (per me famoso) “noi che abbiamo questi nasi abbiamo difficoltà a baciare” detto dalla mia prima fidanzatina…in un momento in cui non avevo ancora scoperto questa mia “imprecisione”…me la legai al dito…ma quasi niente a confronto con questo commento da specchietto retrovisore “papà, il tuo naso è strano, mi fa paura!”.

E allora eccola la carrellata di difetti agricoli che mi accompagna da sempre…non sono bravo a piantare gli alberi pur piacendomi molto…dalla foto si stentano a riconoscere un paio di pruni coscia di monaca, un ligustro e nascosto un biancospino…tutti alberi che vorrebbero uno spazio molto più ampio! Così come quelli messi troppo vicino a casa…il geometra “mi devi firmare una carta in cui mi togli la responsabilità di quando le radici butteranno giù tutto!”…per non parlare di come faccio la buca e di come non li irrigo anche a costo di perderli durante la prima estate.

Sugli ortaggi, poi, meglio tacere…per scoprire dove ho sbagliato basta aggiungere mentalmente una riposta ogni volta che vi domandate che fine ha fatto quel tal ortaggio…e perché quest’anno non lo vendo…che ne so…”ma non dovrebbero esserci i piselli in questa stagione?”…”ha fatto una cazzata”…”ma non è tempo di albicocche questo”? …”qualcosa avrà fatto”…è così…non sono scafato per niente…e anche oggi volevo rimediare al mio difetto di comunicazione più grande…e cioè dirvi qualcosa di pratico piuttosto che perdermi in chiacchiere…nada de Nada!

Prendete le fave solo se avete intenzione di cuocerle perché siamo alla fine e sono più dure. Il piatto tipico è la scafata…così vi ci metto anche la menta. Scafarsi…è “uscire fuori dal baccello”…farsi furbi…farsi capaci…farsi bravi.

I primi fili di lavanda mi hanno fatto pensare che trascurate sempre la nostra lavanda…così l’offerta dei 200 grammi è ghiotta e ne potete fare quello che volete….berla, metterla in armadio, metterla nel bagno caldo…

Il lievito madre non vi deve spaventare…è il mio avanzo alle lavorazioni del pane…e voi potete usarlo come lievito con alcune facilissime istruzioni…non dovete per forza accollarvi la sua gestione…la usate tutta e via…la prossima volta la riprendete.

La focaccia era ormai diventata una morbida pizza genovese…qualche esperimento nelle nostre pizze della domenica sera mi ha fatto pensare di provarla con i pomodorini…gli stessi che potete trovare vicino alla passata.

Le patate sono nuove…che non vuol dire che quelle piccoline chiamate supermercatamente “novelle”…perché quelle sono nuove e piccole…le mie sono solo nuove…ma non dispero di metterle un giorno quelle più piccole.

Il mazzo di erbe aromatiche entra nella sua stagione più bella e profumata…lo suggerisco nella versione grande…vi portate una passeggiata tra qualche scogliera mediterranea in casa…e sulla vostra tavola!

Annurh – Consegna 28 Maggio

Solo i più attenti e i più calorosi che si addentrano nel labirintiaco nonsenso di queste parole scopriranno che quella foglia di ciliegio da cui verranno i duroni che vi ritroverete a tavola domani è solo il coprotagonista di un mondo al contrario che vede una lucciola per star. Una lucciola vestita a giorno…e sì…sin da quando ho scoperto come sono fatte le lucciole mi sono perso in inutili speculazioni sull’essere e l’apparire per loro e per noi.

A vederla così, di giorno, è come metterla a nudo…spogliata del suo lato magico e misterioso…ridotta a semplice scarabeo arancione…con il tipico effetto repulsivo di ogni insetto…che in questa stagione ritrovo su tutti i frutti che vorrei raccogliere…anche in atteggiamenti più che intimi con i suoi simili…proprio a conferma che di notte escono a rimorchiare…e come faremmo noi di notte…loro di giorno si ritirano a consumare.

Ma questo non è niente…a me affascina il loro sapersi mettere così annurh (a nudo) di notte…da farci vedere il loro interno…la loro bioluminosità interiore…e se ne vanno in giro così, al contrario di noi, mostrando il loro dentro e sperando di incontrare qualcuno a cui piacciano così come sono…e a giudicare da quello che vedo di giorno…la strategia non è solo meritevole perché priva di ipocrisie e travestimenti…ma è anche funzionante!…ciò non toglie che a me appare come veramente coraggiosa…quanti di noi lo farebbero? Quanti di noi lo fanno? Quanti riescono a mostrare candidamente il loro dentro convinti di poter trovarsi in sintonia con un altro?

Magara!…qui delusioni, fregature, apparenze, illusioni, impossibilità di fallimenti, ricerche di perfezioni inesistenti…insomma tutto ciò che ci circonda fuori e dentro punta farci girare costantemente con venti strati di cappotto pur di non far vedere come siamo fatti. Male…si dirà ognuno di noi guardandosi scetticamente dentro chinando gli occhi verso il proprio petto come se ci fosse un dentro preciso…certo…male…difettosi…e quello sarebbe il bello da mostrare…non c’è nulla di più bello e tipico dei nostri difetti!

Per questo vi metterò in lista ciliegie bacate…gelsi sfatti…nespole macchiate…zucchine giganti…e tutto ciò che di rovinato, ma vero, mi rimanda indietro il campo…piuttosto che stare lì ad elimanare ipocritamente ogni difetto pur di apparirvi settimanalmente come il perfetto contadino che non sono!…ma è solo un biolampo di un momento…domani ripulisco tutto…

So’ citazioni! – Consegna 21 Maggio

L’ho letto, l’ho amato, ve l’ho citato nelle ultime settimane…e sposa talmente tanto la nostra filosofia che avrei voglia di regalarvelo…ma se l’ufficio marketing sarebbe molto contento di questa scelta sono sicuro che mi richiamerebbero dall’amministrazione per i costi fuori da ogni regola….e così devo ricorrere al vecchio stratagemma del “regalo a distanza”…

Ma certo! Non avete mai utilizzato questo sistema nei vostri rapporti “segreti”? Che ne so…un partner occulto…una situazione particolare…un amore platonico con un continente, un mare o un altro partner di mezzo? Bhe…l’idea era questa…se si voleva condividere un film, un libro, una mostra, un disco…bastava regalarlo a distanza…cioè il destinatario se lo andava a comprare e del regalo apprezzava solo la parte più importante.

Così vorrei fare con voi…con “il sussurro del mondo”…come tutti i capolavori può anche avere un tema…ma quello che leggi e vedi scorrere di pagina in pagina non è nient’altro che la vita. Difficilmente mi sbilancio così…e lo faccio solo perché questo libro potrebbe essere una delle poche spiegazioni di quello che faccio io sul mio campo…del rapporto con gli alberi e di cosa provo in questa relazione…pur non parlando di questo. Ma non è solo per gratificare o dare un senso al mio ego…potrebbe essere un inizio anche per voi…e sono sicuro che a fine libro avrete l’irrefrenabile voglia di scorrere tra le possibilità del nostro agriturismo fino a trovare quell’opzione che non avevate mai capito…creare il vostro cerchio di alberi!

…sezione “Casale Yoga”

Illusioni – Consegna 14 Maggio

Sai quella sensazione di benessere, illuminazione e profonda connessione che si prova quando si legge un passo di un libro che ti regala le parole ad alcune emozioni o pensieri che hai sempre provato senza mai riuscire a descriverli? Eccezionale…e se lo stesso libro te ne regala più di una? Capolavoro!

Quando ero piccolo avevo sviluppato alcuni grandi desideri…ricordo ancora la pagina di un piccolo manuale di giardinaggio in cui si descrivevano gli alberi che potevano nascere da seme…(come se gli altri nascessero dalle uova!) e c’erano un arancio…una mela…una pesca e un ciliegio…ma, forse per scoraggiarci, accanto al melo una frase avvertiva che ci sarebbero voluti 10 anni per vedere i frutti…era come stroncare sul nascere le velleità di sperimentazione di qualsiasi bambino…ma il ciliegio mi attirava proprio!

Adesso sono lieto di poter condividere con voi…le mie prime ciliegie! Era qualche anno che io e i bambini, di questi tempi, ci mettevamo sulle tracce dei nostri alberi a scovare e mangiare queste meraviglie rosse…ma quest’anno i rami sono più grandi e più pieni…ce n’è anche per voi! Poi avevo il trauma delle nespole…e come, non ve l’ho raccontato? 17 anni a provare a seminare noccioli nel giardino per mangiarmi le mie nespole e quando finalmente un albero prende a crescere…cambiamo casa! E il passaggio a livello per andare nell’isernia di mia nonna? Si trovava sempre abbassato…ma sembrava fatto apposta perché lungo la carreggiata dove si faceva la fila crescevano i gelsi e tutti scendevano a mangiarne! E l’omino che passava al paese strillando (non gelati…) “i gevs…i gevs…i gevs a mille lire o chil!”…forse non dovrei dirlo che 40 anni fa bastavano mille lire per un chilo di gelsi…fatto sta che tutto torna…ci è voluto mezzo secolo ma adesso gelsi e ciliegie ci sono e le nespole arriveranno! Il ciclo è completo…il percorso fatto…tutto è come doveva essere.

…e quando lo stesso libro di prima ti avvisa che il cervello fa un sacco di sforzi per illuderti “che ciò che è ciò che doveva essere”?

 

Inspirare – Consegna 7 Maggio

Vorrei che fosse così questo incontro…vorrei che apriste questa lista solo quando avete il tempo di andare a rallentatore…vorrei che per un momento vi trasformaste nella signora wang che scende con il suo termos nelle stradine senza luogo di hong kong…vorrei che da sotto partisse la colonna sonora di in the mood for love…

Vorrei riuscire a trasmettere ad ogni verdura…ogni legume…ogni piatto che trovate qui sotto il potere di farvi trascendere all’improvviso dalla realtà circostante…trascenderla per viverla in più dimensioni…un po’ come fa l’amore…un po’ come fa la primavera…vorrei che rimaneste al rallenty anche nella preparazione…nel pulire un carciofo…nel tagliare la catalogna…e, perché no, vorrei che invece di smadonnare per la sabbiosità del radicchio vi prendeste quei cinque minuti per dare ascolto ad ogni senso…al tatto…che nello scorrere dell’acqua fredda infila le mani nell’attaccatura del cespo…e nell’infilarsi sfregola contro la terra…

Quest’antica sensazione di mani sporche…di giochi di sabbia…con il divertimento di lavare via tutto…fino alla gradevole sensazione che le dita provano quando, alla ricerca dell’ultimo granello, incontrano ormai solo il liscio della foglia…e se il tatto mi ha lasciato questo sulle dita cosa posso fare con tutti gli altri sensi è un mistero da scoprire lentamente…e certo!…la realtà tornerà a comparire tra una sequenza lenta e un’altra…magari spunterà anche il vostro signor wong…se non mille altri caotici personaggi di sottofondo…si tratta di mettere a fuoco cosa merita velocità e cosa lentezza…e danzare saltando tra le due.

ps

ah, pure a te piacciono i film di tanto tempo fa!

Il gioco del pregiudizio – Consegna 30 Aprile

Prima del blackout di ieri in Spagna avrei voluto parlare del primo maggio e probabilmente mi sarei fatto prendere dalla solita amargura di quando c’è da vedere quanto siamo scivolati in basso nella piramide dei diritti e delle libertà quindi con grande felicità cambio argomento…perché di quello che è successo in Spagna mi hanno colpito due cose…ma la prima non l’ho ancora elaborata e quindi non ne riuscirei a parlare in maniera coerente…e cioè la paura trapelata da più parti, e in questo caso c’era anche una certa similitudine nei fatti, che appena le cose sfuggono al controllo possano velocemente finire come “cecità” di saramago…o molto più concretamente come l’attuale situazione di haiti o come quando ci fu l’uragano a new orleans…e cioè che ben presto si sfoci nello sciacallaggio, nelle violenze, lotta tra band e barbarie.

Sarebbe proprio interessante ragionare su perché, se saltano tutti i controlli, la paura è quella…e quindi su cosa si basa la nostra convivenza. Ma il gioco che vi voglio proporre nasce dai commenti che ho sentito in radio a quanto accaduto…in pochi click di zapping ho sentito le teorie più disparate…in mancanza di una ragione ufficiale: chi si scagliava contro putin…chi contro il meteo…chi contro hacker indefiniti…chi contro il risalcadamento globale…chi contro il capitalismo…e addirittura chi contro le energie rinnovabili.

Ecco…l’ultima motivazione è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso…e mi è stato chiaro che ognuno si scaglia contro il proprio nemico…a prescindere dalla realtà. Voi a chi date la colpa per questo blackout? Voi a chi date la colpa delle cose quando ancora è sconosciuta la causa? Al partner? Ad un figlio? Al governo? Ai poteri forti? Agli stranieri? Insomma…fateci caso…scoprite il vostro pregiudizio…aiuta molto a relativizzarlo. Se poi lo fate all’ombra di qualche albero con la vostra tovaglia a scacchi e cestino di vimini riempito per l’occasione dall’offerta speciale di oggi avrete in dono due regali preziosi…delle fave e una citazione…che forse sarà un richiamo per un post futuro…”qual è il momento migliore per piantare un albero? Venti anni fa!…qual è il secondo momento migliore per piantare un albero? Adesso!”

Fiorire la Liberazione – Consegna 23 Aprile

Non sarà Equilibrio Terra con i suoi pipponi a farvi pensare alla liberazione come a qualcosa di diverso che una festa liturgica da celebrare…non sarà il suo menù fiorito a darvi lo spunto per pensare le cose del mondo in maniera più colorata…non sarà trovare un sapore diverso nel solito piatto che vi darà la spinta a colorare inaspettatamente le vostre giornate…non saranno quelle erbe studiate per lanciare il cuore oltre l’ostacolo a farvi capire che l’esistenza non può essere solo il bianco e nero dell’istituto Luce…non saranno le tante cose cucinate a farvi trascorrere delle giornate a pensare a quanta distanza c’è tra lo spirito di allora e l’appiattimento di adesso…e farvi sentire uno scossone che vi farà vedere le cose da un punto di vista diverso.

Non saranno tutti i colori del mazzo di fiori a farvi vivere un momento indimenticabile di illuminazione…in cui il mondo sarà per un attimo un posto dove poter vivere occasioni e vite fantastiche e non un posto dove srotolare la propria sopravvivenza. Non sarà la cura che dovrete dare alle piantine di fiori che vi verranno regalate in occasione della festa. Non sarà il vedere quelle piantine crescere e mettere fiori e colori…che vi farà pensare che esistono strade alternative…e che bisogna solo avere il coraggio di tirarle fuori e di cominciare a seguirle anche sottovoce.

Non sarà questo…e sarà un’altra occasione persa…

La strategia dell’asparago – Consegna 16 Aprile

E’ la frenesia del momento, in ogni macchia, ai lati di ogni stradina di campagna, sotto ogni ulivo, in mezzo al tuo orto, su per i costoni di montagna, giù per valli e morre, è un pullulare di tripedi composti da umani e pinza raccoglitrice, che smuovono cespugli per cercare la preziosa preda…l’ambito mazzetto di asparagi da riportare a casa per la frittata della domenica…o meglio ancora nella pasta della pasqua.

Io sono uno tra quelli…anche se mi muovo ancora da bipede…perché il mitico zio Lello che mi insegnò l’arte degli asparagi era di un’epoca in cui le cose si raccoglievano a mano….piegandosi sul ciuffo…inginocchiandosi…toccando la terra…mischiandosi…fondendosi. Sono tra quelli che con orgoglio torna con il mazzo e lo mette nel rustico di domani…insieme alle altre spontanee. Per non parlare della versione con i tartufi…pensata per le vostre feste.

Ma cercando cercando…non si può fare a meno di osservarlo quest’asparago…e ti ritrovi addosso la sua vita anche senza volerlo. Durante tutto l’anno è un cespuglio abbastanza pungente…di quelli che aiutano i paesaggi di campagna a sembrare disordinati. Durante l’anno ha solo due attività da compiere…assorbire energia da immagazzinare nelle radici…e farsi vedere dai ricercatori che si segnano il posto per dirsi…ci tornerò a primavera! Poi, alle prime piogge di primavera, avviene questa specie di miracolo…che un miracolo non è affatto ma il frutto della scelta di un’ottima strategia.

Le radici sono gonfie di possibilità…hanno studiato la situazione un anno intero…hanno guardato…osservato…e adesso…ci provano! L’asparago dovrà riuscire a trovare il sole in un sottobosco fitto di piante e in cui a terra ne arriva ben poco. Sopra di lui un mare di ostacoli e problemi da superare. Arbusti duri…foglie…accumuli…come fare? L’asparago è la scelta…un razzo morbido che aspira al cielo…deve crescere in fretta perché è delicato…sottile e appuntito per infilarsi nelle situazioni più strette…e deve superare in altezza quello che ha sopra di lui…solo allora aprirà i suoi rami e si dichiarerà pianta riuscita. Spesso arriviamo noi a spezzare questi suoi sogni…ma finchè avrà forza proverà e proverà…è il suo sogno, la sua vita.

Ps

Molto probabilmente la prossima settimana non ci saranno consegne…a meno che non mi diciate che rimanete tutti a casa!

Lista de espera

Lista de espera! – Consegna 9 Aprile

Capisco perfettamente che quando arrivate qui il primo istinto sia quello di saltare a piè pari questo spiegone per saltare a vedere la lista…il più delle volte, effettivamente, queste righe non aggiungono nulla a quanto riportato di sotto…o almeno così potrebbe sembrare ad un primo sguardo molto disattento. La realtà è tutt’altra cosa…è dietro queste righe che si nasconde il vero sapore di quanto andrete scegliendo. E’ solo in queste righe che potete scoprire che questa settimana nel rustico di erbe spontanee ci sia un ospite di eccezione…il lampascione!

Una specie di cipolletta selvatica dal fiore favoloso…una specie di candelabro indaco dalle tante braccia…simile a quelli ebraici. Uno spettacolo che varrebbe la pena di una passeggiata in campagna. Il suo sapore è lieve…le sue proprietà eccezionali e noi non ce lo facciamo mancare. E se non leggeste queste righe vi perdereste sicuramente un piccolo cambiamento nell’insalata di spontanee crude…la spolverata di scorzette di arancia selvatica…quindi questa settimana…sapore deciso! Reso ancora più rocambolesco dalla presenza di quel fiore che ogni tanto vi ritrovate in busta…sì…quello bianco che dura tutta la settimana…bello da tenere sul tavolo…e buono da mangiare! Somiglia molto al sapore dell’aglio selvatico…un aglio così lieve da essere gradevole…e auspicabile! Sì…sono ottimi e strambi ingredienti…valeva la pena seguire due minuti queste parole…ma quello vero ancora non è arrivato…

…in questi giorni ci è capitata in sorte una visita nel locale pronto soccorso per un gomito mezzo rotto di maddalena…la terza…e narni subisce la stessa sorte che si vive in quasi tutta italia…la tipica situazione di ex pregevole ospedale che piano piano stanno smantellando per le scarse risorse…ottimizzazione…e tutte quelle cagate che ci beviamo per autoconvincerci che stare peggio è stare meglio. Il racconto potrebbe essere fatto o con la voce di fantozzi…per la precisione nel momento in cui descrive la partita tra scapoli e ammogliati…oppure, per chi l’ha visto, con un grazioso film sulla realtà cubana…lista de espera…dove un gruppetto di persone scoprono ad una fermata degli autobus che l’autobus non passerà per giorni…

e allora c’è chi parte subito a trovare alternative…chi rinuncia…e chi rimane…e tra chi rimane parte tutta una solidarietà…uno scambio…un relazionarsi…praticamente va in scena l’umanità…ecco…nelle ore di attesa al pronto soccorso è successa la stessa cosa…siamo entrati tutti infortunati…qualcuno ha deciso di puntare verso terni per accelerare…qualcuno ha rinunciato…ma nel gruppetto dei rimasti è scattata la chiacchiera…la consolazione…magari qualche lamentela…ma a tutti era presa questa calma cubana di non poter lottare contro la mancanza del servizio se non unendoci in umano consesso…creando da noi quel clima di calore e accoglienza che avrebbe dovuto emanare dall’istituzione…e ne siamo usciti più umani! Ecco,  spero o espero che queste righe siano anche questo.

Ps

Non posso non mettere agli atti, anche se mi attirerò antipatie, che i più incarogniti sembravano proprio quelli che votano per chi la sanità pubblica la vuole proprio smantellare…