La strategia dell’asparago – Consegna 16 Aprile

E’ la frenesia del momento, in ogni macchia, ai lati di ogni stradina di campagna, sotto ogni ulivo, in mezzo al tuo orto, su per i costoni di montagna, giù per valli e morre, è un pullulare di tripedi composti da umani e pinza raccoglitrice, che smuovono cespugli per cercare la preziosa preda…l’ambito mazzetto di asparagi da riportare a casa per la frittata della domenica…o meglio ancora nella pasta della pasqua.

Io sono uno tra quelli…anche se mi muovo ancora da bipede…perché il mitico zio Lello che mi insegnò l’arte degli asparagi era di un’epoca in cui le cose si raccoglievano a mano….piegandosi sul ciuffo…inginocchiandosi…toccando la terra…mischiandosi…fondendosi. Sono tra quelli che con orgoglio torna con il mazzo e lo mette nel rustico di domani…insieme alle altre spontanee. Per non parlare della versione con i tartufi…pensata per le vostre feste.

Ma cercando cercando…non si può fare a meno di osservarlo quest’asparago…e ti ritrovi addosso la sua vita anche senza volerlo. Durante tutto l’anno è un cespuglio abbastanza pungente…di quelli che aiutano i paesaggi di campagna a sembrare disordinati. Durante l’anno ha solo due attività da compiere…assorbire energia da immagazzinare nelle radici…e farsi vedere dai ricercatori che si segnano il posto per dirsi…ci tornerò a primavera! Poi, alle prime piogge di primavera, avviene questa specie di miracolo…che un miracolo non è affatto ma il frutto della scelta di un’ottima strategia.

Le radici sono gonfie di possibilità…hanno studiato la situazione un anno intero…hanno guardato…osservato…e adesso…ci provano! L’asparago dovrà riuscire a trovare il sole in un sottobosco fitto di piante e in cui a terra ne arriva ben poco. Sopra di lui un mare di ostacoli e problemi da superare. Arbusti duri…foglie…accumuli…come fare? L’asparago è la scelta…un razzo morbido che aspira al cielo…deve crescere in fretta perché è delicato…sottile e appuntito per infilarsi nelle situazioni più strette…e deve superare in altezza quello che ha sopra di lui…solo allora aprirà i suoi rami e si dichiarerà pianta riuscita. Spesso arriviamo noi a spezzare questi suoi sogni…ma finchè avrà forza proverà e proverà…è il suo sogno, la sua vita.

Ps

Molto probabilmente la prossima settimana non ci saranno consegne…a meno che non mi diciate che rimanete tutti a casa!

Lista de espera

Lista de espera! – Consegna 9 Aprile

Capisco perfettamente che quando arrivate qui il primo istinto sia quello di saltare a piè pari questo spiegone per saltare a vedere la lista…il più delle volte, effettivamente, queste righe non aggiungono nulla a quanto riportato di sotto…o almeno così potrebbe sembrare ad un primo sguardo molto disattento. La realtà è tutt’altra cosa…è dietro queste righe che si nasconde il vero sapore di quanto andrete scegliendo. E’ solo in queste righe che potete scoprire che questa settimana nel rustico di erbe spontanee ci sia un ospite di eccezione…il lampascione!

Una specie di cipolletta selvatica dal fiore favoloso…una specie di candelabro indaco dalle tante braccia…simile a quelli ebraici. Uno spettacolo che varrebbe la pena di una passeggiata in campagna. Il suo sapore è lieve…le sue proprietà eccezionali e noi non ce lo facciamo mancare. E se non leggeste queste righe vi perdereste sicuramente un piccolo cambiamento nell’insalata di spontanee crude…la spolverata di scorzette di arancia selvatica…quindi questa settimana…sapore deciso! Reso ancora più rocambolesco dalla presenza di quel fiore che ogni tanto vi ritrovate in busta…sì…quello bianco che dura tutta la settimana…bello da tenere sul tavolo…e buono da mangiare! Somiglia molto al sapore dell’aglio selvatico…un aglio così lieve da essere gradevole…e auspicabile! Sì…sono ottimi e strambi ingredienti…valeva la pena seguire due minuti queste parole…ma quello vero ancora non è arrivato…

…in questi giorni ci è capitata in sorte una visita nel locale pronto soccorso per un gomito mezzo rotto di maddalena…la terza…e narni subisce la stessa sorte che si vive in quasi tutta italia…la tipica situazione di ex pregevole ospedale che piano piano stanno smantellando per le scarse risorse…ottimizzazione…e tutte quelle cagate che ci beviamo per autoconvincerci che stare peggio è stare meglio. Il racconto potrebbe essere fatto o con la voce di fantozzi…per la precisione nel momento in cui descrive la partita tra scapoli e ammogliati…oppure, per chi l’ha visto, con un grazioso film sulla realtà cubana…lista de espera…dove un gruppetto di persone scoprono ad una fermata degli autobus che l’autobus non passerà per giorni…

e allora c’è chi parte subito a trovare alternative…chi rinuncia…e chi rimane…e tra chi rimane parte tutta una solidarietà…uno scambio…un relazionarsi…praticamente va in scena l’umanità…ecco…nelle ore di attesa al pronto soccorso è successa la stessa cosa…siamo entrati tutti infortunati…qualcuno ha deciso di puntare verso terni per accelerare…qualcuno ha rinunciato…ma nel gruppetto dei rimasti è scattata la chiacchiera…la consolazione…magari qualche lamentela…ma a tutti era presa questa calma cubana di non poter lottare contro la mancanza del servizio se non unendoci in umano consesso…creando da noi quel clima di calore e accoglienza che avrebbe dovuto emanare dall’istituzione…e ne siamo usciti più umani! Ecco,  spero o espero che queste righe siano anche questo.

Ps

Non posso non mettere agli atti, anche se mi attirerò antipatie, che i più incarogniti sembravano proprio quelli che votano per chi la sanità pubblica la vuole proprio smantellare…

 

Le palle di artù! – Consegna 2 Aprile

Contesto bucolico, sabato, primo (ed unico) vero giorno di primavera…seduti su un tavolino al sole con un caffè in mano ci appare all’improvviso sulle ginocchia un gatto nero, di quelli belli…dal nero assoluto…in cui ti perdi a guardare il vuoto che rappresenta riempito solo dall’apertura degli occhi.

Comportamento inequivocabile…voleva proprio apparire…dal nulla alle ginocchia poi sale sulla pancia…sulla spalla…cerca un rifugio. Colpiti dall’apparizione e subito pronti a cercare significati ce ne stiamo lì a godere della sua strana presenza…con carezze e fusa. In lontananza qualche miagolio di gatti in calore…la sua coda si innervosisce…cerca di scrutare da quella parte…le orecchie sono al massimo dell’attenzione. Sembra piccolino…in quella fase in cui da cuccioli stanno per diventare adulti…probabilmente ha visto o partecipato ai primi scontri tra maschi che in questo periodo (anche se siamo alla fine) sono incessanti…con i loro suoni inconfondibili di miagolio da gatto disperato d’amore…che si interrompe a volte solo sopraffatto dal suono di un’azzuffata.

Capiamo il suo disagio…probabilmente il prossimo anno dovrà far parte di quei combattimenti…lo rassicuriamo…lo coccoliamo…è di una bellezza tale che le nostre fusa superano le sue…è un momento magico e misterioso…speculiamo su stregonerie e messaggi dell’universo…quella sua apparizione improvvisa…quel colore…quell’atteggiamento…è sicuramente un segnale…poi una voce a qualche metro di distanza…le tipiche voci di quei ragazzi in piena preadolescenza che passano spesso il loro timbro di voce da quella ancora bambinesca a quella più adulta…in alti e bassi spesso buffi…e che per superare il loro stesso imbarazzo a volte urlano in maniera più decisa…netta…per testare i toni da grande…pur dovendo ancora dire concetti più piccoli…agita una provetta in mano…il suo corpo ci dice che ne va fiero….

“LE PALLE DI ARTU’!” grida sventolando più forte la provetta…e la verità ci si stampa in faccia così…
Le palle di artù…senza fronzoli…senza ipocrisie…senza imbarazzi…la vibrante verità che non ammette speculazioni.
Mi piacerebbe poterle dire così le cose qui sotto…mi piacerebbe dirle così le cose della vita.

Prufessò! – Consegna 26 Marzo

Nella busta di domani… Prufessò!

Indubbiamente al sud il professore è una figura centrale nell’immaginario collettivo…o almeno lo era…l’uso che se ne fa, della parola “prufessò” è sintomo che in un modo o nell’altro la si ritiene importante…e di certo non può scampare all’uso preferito delle nostre parti…lo sfottò!

In senso di sfottò io l’ho sentito almeno in un paio di significati…prufessò…lo si dà a chiunque voglia imbastirti uno spiegone…una sorta di pippone…magari fatto da un personaggio che ha spesso l’aria di sapere sempre tutto…è un’aria che conosco bene…in cui mi ci ritrovo ben descritto…e non posso negare che qualcuno mi ha apostrofato anche così! Ma vi posso assicurare che vissuta dal lato dello sfottuto non fa male…anzi…funziona proprio come uno si aspetterebbe da manuale…e cioè aiuta a relativizzare e a relativizzarsi…a non prendersi troppo sul serio…un po’ come quando tu pensi di viverti una delle migliori spiagge della costiera amalfitana…raggiungibile solo tramite scalata di medio livello sulla roccia per ritrovarti in una caletta fortificata dagli scogli…e qualcuno, per identificarla, la chiama…”lo sgarrupo”!

Prufessò è anche una sfida….quando ritieni che un altro non possa spiegarti qualcosa perché tu la sai meglio…”spiegammell tu, prufessò”! Tutto questo solo perché volevo dirvi che, nascoste nella lista, ci sono varie lezioni…di cui voglio solo lasciarvi intravedere il frutto: sei romanticamente in vacanza al mare…sei riuscito a trovare quel campeggio in cui c’è solo mare, scogli e profumi mediterranei…passeggi tra le rocce…riconosci quell’inconfondibile fiore…lo strappi da terra facendo attenzione a non far staccare il bulbo…lo sbucci con le unghie…lo sfreghi su quel po’ di pane che ti sei portato appresso con la birretta…e ti fermi seduto a gustarti la tua bruschetta di aglio selvatico dal profumo intenso ma dal sapore dolce… ora sei macchia anche tu.

Inversione! – Consegna 19 Marzo

Nella busta di domani… inversione!

Non c’è bisogno di aspettare un qualche studio dell’università di boston o qualcosa del massacchusetts per capire che quella voglia di leggerezza che ognuno rivendica per se è diventata un’epidemia a doppio taglio…e non mi riferisco alla solita legge che lega in maniera direttamente proporzionale la leggerezza al possibile affidamento all’esterno, magari a qualche uomo o donna forte, per la risoluzione di tutte le magagne che abbiano un minimo di spessore che a noi pesa un po’ troppo…no…riconosco che questo fa parte delle mie idee politiche e potrebbe non corrispondere al vero…

Però la sensazione che vivo dentro, quando mi trovo al bivio tra l’affrontare qualcosa di grosso o lasciarmi coccolare dal tepore delle coperte già riscaldate della mia comfort zone è qualcosa che potrebbe viversi chiunque…quella strana sensazione per cui “ma chi me lo fa fare”…io me ne rimango qui…leggero e spensierato…perché attivarmi e inserirmi nella marea di problemi o difficoltà che quell’ostacolo mi pone? E allora cedo…lascio che il tepore mi pervada…e non mi butto nella mischia…rimango dove sono…a coccolarmi…leggero…penso sulle prime…leggero continuo a ripetermi…leggero deve essere…leggero! leggero!?

… e allora perché un’inevitabile senso di pesantezza mi inquina e mi contamina assalendomi completamente…schiacciato e soffocato da quelle stesse coperte che fino a un secondo prima erano calore e adesso sono prigione e rimpianto…perché ho lasciato andare un’altra occasione…perché ho scelto ancora di non vivere…perché in quelle rare occasioni che mi lascio andare in qualche impresa grandiosa e difficile…che pensavo foriere di peso ed ostacoli…perché sono proprio quelle che rompono un muro nella mia testa …dal quale fuoriesce tutto il peso del costringersi a stare fermi e lascia il posto ad un’energia vitale che è balsamo per i miei sensi e risveglio assoluto di tutte le facoltà di cui ancora posso godere?

Ora…non dico che questa sia la differenza abissale tra lo scegliere di farvi portare qualcosa da un delivery e il ritrovarvi con un mazzo di ortica sul tavolo in cucina…però…

PS
Nella torta rustica richiami di primavera con l’aggiunta di stridoli e qualche asparago…

Equilibrio Terra

Specchiarsi! – Consegna 12 Marzo

Nella busta di domani… specchiarsi!

Non lo avrei mai detto che un giorno avrei scritto qualcosa sull’importanza dello specchiarsi. Sono cresciuto in un contesto dove il narcisismo fisico non aveva molto spazio e, complice la mia scarsa attitudine alla cura di me stesso, non ho tanta confidenza con lo specchio…ma ho dovuto scoprire sulla mia pelle quanto sia importante, mio malgrado, lo specchiarsi.

Mia madre diceva sempre (con i miei esorcizziamo la morte parlando già al passato per sorridere della piccola fessura di senso che si crea) che lei si ritrovava a specchiarsi a 70 anni e a ritrovare una signora estranea alla bambina o ragazza che si sentiva dentro. A voi capita? Capita di ritrovarvi in un contesto che rispecchi o meno la vostra vera personalità? Quante volte le persone che vi stanno accanto vi descrivono come qualcosa che voi non riconoscete? Quanto è bello, ogni tanto, cambiare completamente contesto per ripartire vergini senza le costrizioni che il circondario ci impone sottilmente.

Ma che c’entra tutto questo con le verdure di questa settimana? Niente…ma a volte l’inconscio non sai mai come funziona ed è cacchio che mentre vi sgranocchiate un finocchio crudo e state lì a masticare un bel po’ per triturare la sua polpa leggermente filamentosa magari vi viene l’ispirazione e vi decidiate a scrollarvi di dosso le costrizioni da specchio di quel giorno e a scrivere una giornata che esca direttamente da dentro a voi!

P.S.
…l’albero in foto è un fico!

Germogli equilibrio terra

Raccogliere e seminare! – Consegna 5 Marzo

Nella busta di domani…raccogliere e seminare!

E non è un errore di logica, non devo dire seminare e raccogliere, perché non voglio esprimere quella serie di azioni che vanno dal seminare al raccogliere. No, voglio proprio dire che a me, di tutta questa storia, la parte che mi piace di più è il seminare e il raccogliere. Potrei stare ore e ore a mettere semi nella terra solo per aspettare quel momento lì…quel momento in cui passi per l’ennesima volta davanti al tuo piccolo semenzaio…e qualcosa è cambiato! La terra si è mossa! Qualcuno, lì sotto, si muove!

Ne faccio a centinaia…a migliaia…ma ancora vado in apnea quando l’uniforme nero della terra si rompe di chiazze verdi di germogli…come fosse la tela espressionista della mia emozione del momento. E raccogliere…qualsiasi cosa!…non per forza il seminato…castagne da un bosco…asparagi in una passeggiata…funghi al momento…cozze o telline al mare…amarene da qualche albero incontrato per caso…tutto! Non so quale febbre ancestrale mi prende quando vedo qualcosa da raccogliere…come l’uomo primitivo che basa la sua sopravvivenza sul cercare e trovare qualcosa da mangiare…sapendo di dover prendere più possibile…per se e per quanti aspettano nella grotta…nella capanna o in qualsiasi altro rifugio.

Raccogliere godendo della gioia di avercela fatta…sì…sono vivo…vivrò ancora…sono salvo e per qualche ora la mia angoscia esistenziale di un reale esserci o non esserci si placherà. Ecco…tutto quello che c’è tra il raccogliere e il seminare…mi prende meno…vai a capì da quale tribù protoindoeuropea discendo che me ne vorrei fregare del mezzo. Per questo ed altri motivi alcune cose della lista ci sono in quantità limitata!

Alla guerra! – Consegna 26 Febbraio

Nella busta di domani…alla guerra!

Il vostro fruttarolo di riferimento non ignora la situazione geopolitica attuale e le angosce che vi prendono quando pensate al vostro futuro…e guardando le sue piantine, parlando alla luna come un pastore errante e ascoltando i podcast che la mugliera amorevolmente gli invia per passarsi bene il tragitto tra Narni e Roma vi invita a non cadere nella maledetta trappola che le situazioni di crisi generano…”o di qua o di la”…o amico o nemico…o con me o contro di me.

No, scordatevi questa logica da gretto militarismo…la vita è fatta di tante altre possibilità…sta a noi crearle, immaginarle, colorarle o anche solo scoprirle. Sappiate che in tempi lontani, con meno possibilità di sapere, ma con più tempo per approfondire…le guerre si combattevano anche così: venne il giorno in cui qualche re indiano voleva far pagare una tassa molto più salata alla sua colonia persiana…con il suo visir e i suoi sapienti inventarono un gioco…fatto da una tavoletta e alcune statuette…chiaramente tutto in oro e gioielli preziosi…e lo inviarono così…senza foglietto delle istruzioni…al capo persiano…che, sapientemente, lo girò ai suoi sapienti…che in tre giorni capirono le regole del gioco…è chiaro…dissero…questo gioco è una guerra simulata…qui al centro c’è il re…di lato le torri di avvistamento…la cavalleria…e i soldati semplici in prima fila!

Sì…avete capito bene…è nato così. Pochi cambiamenti da allora…giusto che non era la regina la comandante che faceva tutte le mosse ma il gran visir…poi ci deve essere stato qualche me too successivo. Già questa storia è bellissima ma non finisce qui…i persiani (potrei sbagliare ma insomma…potete cercare) risposero a loro volta facendo la loro mossa…e in tutta risposta inventarono un altro gioco che inviarono in india…un’altra tavoletta con segni strani e pedine rotonde…bianche e nere…e no…cari miei…non inventarono la dama…ma un gioco che a me piace molto…il backgammon…e gli indiani non lo compresero…tassa annullata. Ci sarebbe da rimpiangere veramente i tempi andati…ma bisogna saper scegliere bene quali!

E se vi siete intrippati in questa storia e vi piacciono i giochetti…provate a capire dalla foto almeno quattro ortaggi che vi sono seminati o che stanno germogliando…se ci riuscite, sono tutti e quattro vostri!

Rape! – Consegna 19 Febbraio

Nella busta di domani…rape!

Le state così sottovalutando, ‘ste rape, che ho dovuto per forza rimuginarci sopra. Possibile che non siate caduti nella trappola gustosa del tagliarle a fette da poco meno di un centimetro e metterle al forno in stile patate, condite di solo olio e sale…anche se i più sfiziosi ci mettono anche origano o rosmarino…e non smettere di mangiarle una volta in tavola…con la loro esplosione di squagliatezza e sorprendente dolcezza…che ad ogni morso, ad ogni masticata, vi risuona in mente quello sgradevole utilizzo della parola rapa con cui avete associato l’ortaggio fin da bambini…con la paura di venire su con una testa di rapa!

A questo punto…magari! Fossimo venuti su tutti con questa testa apparentemente coriacea, compatta ed impermeabile…ma che al primo calore di un forno umano qualsiasi si scioglie e si lascia scivolare fra le labbra…ti entra dentro…e ti porta il buono che sottoterra non riusciamo a percepire…uhm…troppo gustosa e troppa me ne state lasciando…sicchè mentre passeggiavo davanti alla cassetta di quelle raccolte la settimana scorsa…ferme così ad appassire miseramente senza bocche da sfamare…appoggiate vicino a qualche residuo di bergamotto…mi è venuta l’illuminazione…uniamo questi due “reietti” dalla società…emarginati e confinati perché considerati troppo amari ed aspri per questi tempi di piatto conformismo monogusto…e vediamo se due diversità…due difficili diversità e spigolosità possono fare, come sono convinto da sempre, un sapore eccezionale…e così è stato…la marmellata di rape e bergamotto sorprende per come questi due caratteri siano riusciti a stemperarsi l’uno nell’altra e a creare arte dalla loro unione…e questo vi auguro!

Ps
Lo stesso dicasi per i gobbi…che, come niente, ve li ritroverete in millefoglie con pane carasau e mozzarella la prossima settimana.

 

Equilibrio Terra

Regalarsi! – Consegna 12 Febbraio

Nella busta di domani… regalarsi!

“Ciliegio con arcipelago giapponese” o “Mandorlo in paesaggio nebbioso”…in entrambi i casi non riesco a staccarmi dall’idea di questi fiori che sfidano il freddo…vivono la loro crescita con lentezza…con la sofferenza delle improvvise gelate….dei ricordi di inverno che trafiggeranno ancora febbraio e marzo…e la mente corre con le papille a ricordarsi il loro sapore intenso…pieno, profondo, ricco di tutto il retrogusto che questa lenta e sofferente crescita gli regala…a lento rilascio…perché metti in bocca una mandorla e non hai subito tutto il sapore…potresti anche tenerla fra le labbra e non sentire nulla…ma cominciando a masticare si liberano aromi e retrogusti…e quando cominci a deglutire a quel punto è solo questione di meccanica perché l’attenzione si è già spostata alla testa…e a tutto quello che ha schiuso in noi.

Tutto al contrario degli altri frutti…quelli “leggeri”…quelli che fioriscono in primavera e nel giro di qualche settimana fanno esplodere i loro frutti…penso alla ciliegia…o alle prugne…ricche di sole e spensieratezza…il loro sapore è un’esplosione che comincia immediatamente al primo morso…anzi…deflagra e si esaurisce nell’attimo del morso…in un momento tutta la loro bellezza…solarità…freschezza…ti riempie la bocca e il resto del corpo scompare…tu sei bocca…sei gusto…e poi ci sono altri frutti…altri tipi…altri caratteri…e perché fermarsi ad assaggiarne uno quando si fiorisce e si diventa frutta proprio per portare il proprio sapore a tutti…e uomini e alberi non sono poi così distanti…e allora fatela così ‘sta festa di san valentino…assaggiate assaggiate…e regalatevi dei momenti e frutti nuovi…noi abbiamo pensato a dei pacchetti di “natura” che vi possano accompagnare in questi giorni…le invernali le trovate descritte nei prodotti benessere…ma leggendovi una piccola tendenza al femminile ho chiesto alla chef, per l’occasione, di pensare anche a qualcosa per lui o per entrambi…e vi metto qui di seguito le note con cui mi ha spedito le ricette…non saprei descrivere meglio.

Per lui:
tisana – rosmarino, menta, ortica, fico

Questo mix di erbe stimola la circolazione sanguigna necessaria per una buona salute nervosa e riproduttiva nel corpo maschile. E’ un buon integratore con cui fare un paio di cicli l’anno, alla fine dell’estate e alla fine dell’inverno o cicli più frequenti nei periodi di stanchezza, difficoltà nella concentrazione e scarsa energia fisica.
Questo mix di erbe è un buon sostegno per la salute e la vitalità maschile, perché contiene tutti gli elementi che servono al corpo maschile per equilibrarsi: si presta bene ad essere una cura di mantenimento della salute maschile a livello psicofisico.

bagno – da abbinare alla tisana, stesse proprietà – menta, rosmarino
olio – ortica, rosmarino, menta

Per la coppia:
tisana – biancospino, rosa, arancio, citronella
bagno – rosa, lavanda, arancio
olio – rosa, pino, margherita

Il biancospino e la rosa rilassano il cuore e il sistema nervoso, aiutando l’espressione delle emozioni e la comunicazione intima e aperta con chi ci sta vicino. La lavanda aiuta questo rilassamento, con un effetto distensivo sulla zona pelvica femminile. Arancio e citronella danno energia e serenità a livello nervoso e hanno una funzione energizzante per la zona genitale maschile. Il pino distende e rilassa i muscoli di tutto il corpo e la margherita è un tonificante per la circolazione sanguigna e la pelle.

PS
Finalmente c’è anche l’orzo…e subito si è infilato nella zuppa!